14 maggio 2009

Siamo tutti rompicoglioni

Il protocollo di intesa che la Ericsson ha firmato insieme a Scajola, Burlando, il sindaco Marta Vincenzi ecc., chissà perchè, non è ancora reperibile direttamente in rete, ma lo è comunque, sia pur indirettamente, nel seguente:

"ESTRATTO DALLE DELIBERAZIONI ADOTTATE DALLA GIUNTA COMUNALE NELLA SUA ADUNANZA DEL 17/04/2009"

00121/2009
Approvazione bozza di protocollo d’intesa tra Ministero dell’ Istruzione dell’Università e della Ricerca, Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Liguria, Provincia di Genova, Comune di Genova ed Ericsson Telecomunicazioni s.p.a. per la realizzazione di un centro di ricerca e sviluppo di apparati e sistemi di telecomunicazioni.
(Omissis)
Vista la bozza di Protocollo d'Intesa tra Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Liguria, Provincia di Genova, Comune di Genova ed Ericsson Telecomunicazioni S.p.A., per la realizzazione di un Centro di Ricerca e Sviluppo di apparati e sistemi di telecomunicazioni nel territorio del Comune di Genova in località Erzelli, allegata alla presente quale parte integrante e sostanziale;
Atteso che:
- Con tale Protocollo d'Intesa le parti si impegnano a contribuire alla realizzazione del citato Centro di Ricerca e Sviluppo che ha come finalità la definizione, la progettazione, lo sviluppo e la sperimentazione di apparati, sistemi e sottosistemi di telecomunicazioni per il mercato globale Ericsson, nei segmenti di prodotto delle reti ottiche, dei sistemi di accesso a banda larga e dei sistemi di gestione e controllo di reti tlc;
....
- la Giunta, previa regolare votazione, all'unanimità
D E L I B E R A
1) di approvare, per le motivazioni espresse, la bozza di Protocollo d'Intesa tra Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Liguria, Provincia di Genova, Comune di Genova ed Ericsson Telecomunicazioni s.p.a....."

"Sarà siglato l´accordo per cui Ericsson otterrà un finanziamento pubblico al progetto di fare di Genova la sede internazionale più importante per la ricerca sulla banda larga."
Questo veniva scritto sui giornali.

La Ericsson si è impegnata a creare negli Erzelli il centro di riferimento internazionale della fotonica e della larga banda, e per questo incasserà dallo Stato Italiano, cioè da noi, milioni di Euro in finanziamenti, dopo aver goduto del privilegio di chiudere impunemente il centro R&D di Roma. Ebbene, a meno di un mese dalla firma di quel protocollo, celebrato in pompa magna dal nostro ministro Scajola, che a stento si tratteneva dal fare la ruota, la Ericsson sposta la responsabilità, il centro di comando dello sviluppo dei prodotti broadband in California.
Complimenti, caro il nostro ministro! Ben fatto!

E' ormai chiaro che l' accordo con Ericsson serviva in realtà soltanto ad una cosa: a non far fallire il progetto Erzelli, perchè finora nessuna industria, tranne Esaote, la società di Carlo Castellano, presidente di Genova High Tech proprietaria degli Erzelli, aveva accettato di sportarsi lassù.
Serviva una grande multinazionale che fungesse da apripista, che trainasse gli altri, uno specchietto per le allodole, insomma.

Ci aveva già provato, il nostro caro Scajola, quando benedì la vendita della R&D Siemens dell' Aquila, alla CN System del gruppo Compel.
Guardate
questo video del TG regionale, guardate come veniva trattato chi protestava contro quella decisione, e come Scajola prendeva le difese della multinazionale e dell' acquirente, che definiva come “un compratore serio”.!
"Hanno un piano industriale!", tuonava, e continuava asserendo che il governo si era impegnato affinche ciò avvenisse. E a nulla valevano le rimostranze di chi chiedeva perchè la Siemens volesse chiudere a l'Aquila per poi riaprire a Genova.
Perchè a Genova la Siemens riaprì, con il MES, il suo centro di R&D, promettendo di andare sugli Erzelli, cosa che poi, perlomeno finora, non ha mai fatto.

Passa un anno e mezzo ed ecco che, dopo mille pressioni politiche e cento promesse economiche, la Ericsson accetta la proposta, con la felicità di Castellano, di Scajola, di Burlando e del sindaco Vincenzi. Un bell' esempio di politica bipartisan. D'altra parte, chi rinuncerebbe a salire su un carro che potrebbe portare verso una montagna di voti e di soldi?

E quale, dei nostri pavidi capitani, i nostri manager italiani, rinuncerebbe a leccare le briciole che rimangono? Quale di essi metterebbe a repentaglio la propria carriera, alzando la sua voce contro decisioni palesemente pro-multinazionali e anti-italiane? Quale di essi verrebbe ad sostenere la nostra protesta di fronte ad una giornalista vera come la Gabanelli? Non l' hanno fatto a Roma e non lo faranno a Genova. E' molto più conveniente, per loro, continuare a leccare briciole, piuttosto che dare un senso alla loro vita.
Certo, sarebbe bello che esistessero ancora dei capitani coraggiosi, gente che sale sul tavolo e urla che quello che fanno gli Schiena Rossa noi lo facciamo già adesso, e meglio.
Anzi, sapete cosa vi dico? Continuo a credere che ne esistano, ma non ai livelli attualmente al potere. Più in basso sì, che ce ne sono.

A proposito, volete sapere come è andata a finire la storia della CN System/Compel dell' Aquila?

E' finita a Genova!!

21 commenti:

fragili ha detto...

Ottimo articolo. Ed ennesimo esempio di quanto
dobbiamo essere grati sia ai nostri inetti
politici che ai nostri incompetenti managers.

Però....mi rimane sempre una domanda cui dare
risposta: si sacrifica il proprio braccio, se
non è in cancrena?

Seguendo l'articolo si arriva alla conclusione
che la Ericsson considerava (e considera) in
cancrena la R&D in Italia (non la R&D nel mondo,
visto che continua ad alimentare quella
statunitense; non la market unit in Italia,
fortunatamente ancorata ad un mercato comunque
importante). E' qui il nocciolo della incompetenza
del management. In nessun posto come in Italia
valgono le parole di Laurence Johnston Peter,
ovvero che le posizioni decisionali corrispondano
al raggiungimento del proprio livello di
incompetenza.

Nonostante l'enorme stima che ho per giornalisti
come la Gabanelli, non credo che il nostro sia
un paese libero, quindi non nutro molta speranza
che si possa dare risalto allo scandalo Ericsson
in Italia attraverso il giornalismo e tantomeno
mi aspetto prese di posizione significative
dall'opinione pubblica in difesa della R&D.

Altra considerazione: volenti o nolenti, è meglio
non dimenticare che è la casa madre a pagare gli
stipendi, quindi non mi sembra sensato, ed è forse
anche un pò masochistico, passare il resto della
vita a combattere contro questi o quello (muoia
Sansone con tutti i Filistei? Non paga, sopratutto
chi con lo stipendio ci deve portare avanti una
famiglia) se la casa madre non ha più fiducia
in quello che viene fatto in Italia.

Allora?

Ben vengano le denunce sulle malefatte del
management, presenti e future, Ben vengano
le trasmissioni in grado di scoprire il marcio
della nostra politica. Ma resto sempre convinto
che l'unica speranza di dare un futuro, magari
importante, alla R&D Ericsson in Italia sia nella
professionalità dei tecnici che ci lavorano.
Occorre che i tecnici tornino a fare il proprio
mestiere per riuscire a presentare a Stoccolma
validi motivi per continuare ad investire in Italia.
Si potrebbe e dovrebbe organizzarsi e lavorare
su soluzioni da presentare alla casa madre,
scavalcando il management (i contatti non sono
un problema). Far vedere cosa si è capaci di fare
senza questo management è il migliore modo per
sottolineare l'incompetenza dello stesso.
E se anche il Tempio dovesse crollare, nonostante
Sansone abbia cercato di reggere, piuttosto che
spingere, le colonne, avremmo mani segnate e fronti
imperlata di sudore a testimoniare la nostra innocenza.

Anonimo ha detto...

Fragili, permettimi di dirti che mi pari anche un pò Ingenui.

Fare bene il lavoro di tecnico senza che non ci sia una chiara e ferma volontà politica che dica allo svedese: svedese se tu vuoi continuare a prenderti i soldi pubblici, vendere alle pubbliche amministrazioni, e razzolare nel mercato italiano tu in Italia non chiudi una beneamata ceppa, be', da solo non basta!!!

La Gabanelli (ed i giornalisti con le palle come lei) può mettere il pepe al culo di Scajola perchè prenda lo svedese per una recchia e lo convinca a non fare cazzate!!

Augh!

Akan ha detto...

Infatti,
Più che "casa madre",..la ericsson è una multinazionale profittevole, che tenderà ad esserlo sempre di più, ..facendo tagli e delocalizzazioni verso mercati più profittevoli (USA), o verso paesi low-cost.

Politica e Management Nazionale dovrebbero mutuamente coadiuvarsi per contrastare questa tendenza, e tutelare l'occupazione e la strategicità del mercato nazionale e dei siti R&D.
Ma questo NON avviene!

Il progetto di Erzelli, se non fosse solo apparenza,..potrebbe IN TEORIA interpretarsi proprio come un tentativo (goffo) di contrastare l'esodo di attività e responsabilità dall'italia, a favore di altre nazioni.

IN PRATICA il risultato ottentuo da Erzelli è stato quello di lasciar chiudere un sito R&D come quello di Roma senza che il governo muovesse un dito.
A cuor leggero.
Infatti si sbandierava, e la politica FINGEVA di credere, che il consolidamento su Genova avrebbe avuto ricadute occupazionali positive a livello nazionale.
Il risultato è disastroso (per noi ovviamente), infatti:

1) Il management nazionale ormai non ha più interesse a salvare l'occupazione di questo o quel centro, ma è incentivato dalla logica corporate di dismettere in Europa.

2) La copertura politica è totalmente inefficace, perchè non basata su alcun piano di sviluppo nazionale, come potrebbe essere un impulso agli investimenti per gli operatori, per riaprire un pò il mercato (..come succede in altri paesi).
Ma solo su patetiche iniziative ed interessi locali e particolari, come Erzelli.
Erzelli NON nasce come rilancio teconolgico, ma come rilancio urbanistico.
Erzelli NON nasce da un piano industriale,...ma da una logica politica in cui ericsson si è fiondata per meglio disinvestire su Roma ed accaparrarsi pure qualche sostengo pubblico.(impropriamente definito come "project financing",..ma privo di progettualità e prospettiva).

3) il middle management è capace di assistere succube, impotente, e tremolante.
Anzichè fare ciò che dovrebbe, come dice Fragili,.. valorizzare le professionalità, capacità, e risultati, con qualche straccio di gestione tattica.

4) NOI.
Noi siamo bravi a linciare, trovare colpevoli, accusare manager e sindacati che non fanno nulla.
In realtà siamo noi a non fare nulla (pparte chen scrivere e legger qui,..che è già qualcosa).
Se continuiamo a tarpare qualsiasi anelito di reazione.
A tollerare che ci sia gente che vota per interessi locali, che ci sia gente che si lascia governare da squali,..
Inevitabilemente saremo divorati.
Vabbè, comunque essere divorati consapevolmente è già qualcosa.

Anonimo ha detto...

"si arriva alla conclusione
che la Ericsson considerava in
cancrena la R&D in Italia ... non la market unit in Italia, fortunatamente ancorata ad un mercato comunque importante."
Evidentemente, la notizia dei 335 "esuberi" nella MU Italia non ha suscitato interesse. Così come sta passando sotto silenzio il contratto capestro stipulato con H3G, che sarà pagato presumibilmente con ulteriori dismissioni.

Anonimo ha detto...

I nuovi prodotti basati su tecnologia IP saranno sviluppati da RedBack in California, i prodotti di accesso dai danesi e da Entrisphere. ci sarà da subito una razionalizzazione dei prodotti e a Genova rimarrà per un pò di tempo il miaintenance tipo AXE poi via tutto in Cina.
bye bye Erzelli.

Anonimo ha detto...

"razionalizzazione dei prodotti"..intendi che verranno chiusi i progetti e nuovi sviluppi?
tutti?

Anonimo ha detto...

Con razionalizzazione si intende che gli Schiena Rossa ci hanno fatto il Culo Nero. Genovese, SVEGLIATI!!!! continua a dare retta a EDV che vai lontano!!!!

fragili ha detto...

Dunque voi pensate che questo governo,
che non si preoccupa minimamente dei
moniti della UE pur di dare il contentino
alla lega,
che controlla totalmente l'informazione
pubblica e privata,
che considera assolutamente leggittimo
mandare a casa i giornalisti scomodi,
che non si è fatto remore a svendere
l'Alitalia ai suoi amici imprenditori
addossando le spese ai cittadini,
che è colluso con la mafia,
che è corrotto e corruttore,
che è oligarca e nepotista,
che ha come sponsor, se non come componenti,
gli stessi imprenditori inetti che vogliamo
denunciare,
che è pronto a sacrificare gli stabilimenti
Fiat in Italia,
che non manca di ricordare come 7 italiani
su 10 gli diano piena fiducia,
si preoccuperà minimamente di cosa farà
Ericcson in Italia, fosse pure la Gabanelli
a dirlo?

Ave Caesar, morituri te salutant.

Anonimo ha detto...

Senti Fragili, ma portassi sfiga

Anonimo ha detto...

Senti Fragili, ma portassi sfiga

Akan ha detto...

caro Fragili.
ti rivolgo la tua stessa domanda.
...tu credi davvero che in questo scenario che hai mirabilemente descritto, si possa salvarci comportandoci da bravi tecnici, proattivo, e propositivi???..come suggerivi. mah?!?!

Riguardo il post di prima,...è bene sapere qualcosa in più, non perchè non ci si stia rendendo conto di cosa stia succedendo.
Ma perchè è utile sapere se siamo in un ramo secco che sta per essere scorporato,..piuttosto che su una zattera destinata ad andare verso l'india,..piuttosto che in una botte di ferro, senza luce e senza aria.
So che nessuna alternativa è entusiasmante.
Ma tenete presente che non tutti avremo la stessa sorte.
(..volevo scrivere "non tutti faremo la stessa fine", ...ma poi sembra di portare sfiga).

fragili ha detto...

Volevo solo precisare che tutte le
azioni qui descritte sono condivisibili
e sono pienamente concorde con quanto
scritto da Akan. Anzi, il mio
contributo alla discussione nasce
proprio da lì: la Ericsson è una
multinazionale profittevole (e ci
mancherebbe che non lo sia, visto che
è il mercato che domina il mondo);
La politica ed il management nazionale
non tutelano l'occupazione; La speculazione
edilizia, a Roma come a Genova, era ed è
nota e favorita dalla politica.
Il management non fa quello che dovrebbe
fare, cioè valorizzare le professionalità,
le capacità ed i risultati, portandoli
avanti con oculata gestione tattica.
E' poi così terribile pensare di accostare
alle tante e giuste azioni di lotta il
tentativo di fare quello che stiamo
rimproverando ai nostri managers di non
aver fatto, ovvero rilanciare il valore
tecnico della R&D in Italia in modo
che la Ericsson senta "puzza" di profitto
continuando ad investire nella nostra
nazione?
Sono senz'altro ingenuo, lo ammetto, ma
proprio non mi va giù non riuscire a
difendere il mio futuro lavorativo.
La sfiga? Paulo Maiora: se si ragiona
seriamente si cerca di non spostare la
discussione sul personale. E' quello che
sanno ben fare i nostri inetti politici.

Anonimo ha detto...

Se ho capito bene, il pensiero di fragili è:

L' unica nostra speranza è che l'Ericsson si accorga di quanto valgono i tecnici in Italia e ritorni ad investire da noi, quindi cerchiamo di non provocare la sua suscettibilità.Per invogliare ancora di più la casa madre, suggerirei anche di ridurci lo stipendio fino a un terzo, o anche meno, così freghiamo pure gli indiani. E se aumentiamo anche l' orario di lavoro, lo mettiamo in quel posto persino ai cinesi.

Anonimo ha detto...

Comuqne se Fragili è così bravo a fare provisioning, perchè no?
Sicuramente lo farebbe meglio di chi avrebbe dovuto farlo,..e invece non ha fatto niente, e ottenuto di meno.
Vai Fragili!!!
Salva la baracca!!
io ti sostengo!

Anonimo ha detto...

Le aziende fanno come gli pare "hanno un piano industriale"
Il governo non puo' fare nulla.....il sindacato boh.....allora cosa resta da fare?

Scappare via al piu' presto e senza ripersarci sopra, prendere i soldi e.... via per conto proprio, chi l'ha detto che per vivere bisogna fare per forza gli ingegneri? Lo so' dopo tanti anni di studio ci si aspetta di fare qualcosa di buono per il proprio paese, ma se il paese non vuole allora tanto vale badare al proprio orto.

Anonimo ha detto...

Ieri leggevo un'intervista a Marchionne il quale diceva che quando è entrato a Torino in Fiat, la prima cosa che ha fatto è stata quella di liberare l'azienda da quel management che era diventato come il colesterolo nelle vene che impedisce al sangue di fluire, alle energie migliori di liberarsi.

Qui da dove vogliamo cominciare? A chi vogliamo assestare un paio di calci ben fatti indicando la porta?

Anonimo ha detto...

San Josè
prega per noi

Santa Barbara
prega per noi

Santa Monica
prega per noi

Santa Clara
prega per noi

San Francisco
prega per noi

San Isidro
prega per noi

Anonimo ha detto...

brigitte bardo'
bardo'

brigitte bardo'
bardo'

brigite bardo' bardoooo'

Cfr. Toto' il monaco di Monza

Anonimo ha detto...

Bhe' ragazzi mi spiace molto che la vicenda Ericsson stia sempre piu' prendendo una brutta piega. Io ne sono uscito un anno fa quasi ed ancora vi seguo. L'esperienza di Roma insegna che "fragili" ha una visione molto "rosea" delle cose. Le decisioni si prendono per motivi di profittabilita' pura, bravi tecnici sono ovunque nel mondo e comunque le competenze si possono costruire/trasferire. La cosa importante e' avere massa critica dove richiesta (main center o mercato). Se la strategia e' di tagliare R&D in Italia non ci saranno battaglie che la contrasteranno. Le responsabilita' sono in mano ai vostri attuali managers e mi riferisco non al middle (che non conta una ceppa) ma al top. Loro hanno la responsabilita' di comunicarvi tempestivamente la verita', di dimettersi se in disaccordo, di promuovere il vostro lavoro se vogliono combattare con e per voi.
Assediate i loro uffici, e' l'unico modo se volete sapere o cambiare le cose.

Anonimo ha detto...

"Loro hanno la responsabilita' di comunicarvi tempestivamente la verita', di dimettersi se in disaccordo, di promuovere il vostro lavoro se vogliono combattare con e per voi."
!!!!!!!! sono contento per te che sei uscito un anno fa ma.....mi viene un dubbio...in quale azienda hai lavorato? comunicare tempestivamente la verità?? Dimettersi?? Combattere con e per noi?? ma quando mai!!! in 10 anni che sono in /// non ho mai visto un manager spendersi per una cosa che fosse divesa dal pensare ai cavoli suoi...quanto poi al pensare ai propri collaboratori la vicends di Roma non ci ha insegnato niente? I nostri prodi managers hanno pensato o di pararsi il c..o o di seguire supinamente il dettato aziendale.....non dimentichiamoci la filastrocca che ci raccontavano sempre : "nell'ambito della razionalizzazione dei siti R&D ericcson ecc ecc".

Anonimo ha detto...

".mi viene un dubbio...in quale azienda hai lavorato?" ...Il mio intervento esortava chi e' rimasto a combattere, poiche' i manager devono prendersi le proprie responsabilita' difronte ai loro employees, e non puntare solo i bonus. Non lavorate di fantasia ma siate concreti (a Roma si e' distolta l'attenzione con il sogno startup e via dicendo), scoprite che c'e' nel piatto e muovetevi di conseguenza.