15 dicembre 2009

Domani...




Domani... boh!


Non c'è bisogno di un esperto per constatare che questo blog, negli ultimi tempi, ha esaurito la spinta dapprima emotiva e poi sempre più consapevole che lo ha animato e portato ad avere il ruolo e i consensi che ha avuto (al momento abbiamo oltre 75000 contatti senza considerare che il contatore è stato attivato dopo due mesi dalla “nascita”). Purtroppo da una visione sempre proiettata verso il futuro si è passati ad un riguardare, amaramente, indietro fino ad evocare spettri, congiure e sotterfugi che non esistono. Venuta meno la funzione informativa e propositiva noi, gli ideatori e fondatori di questo blog, riteniamo giunto il momento di una pausa di riflessione. Per questo abbiamo bloccato i post ed i commenti, per lasciare la nostra storia visibile, le nostre esperienze e la nostra umanità sotto gli occhi di tutti come monito e ricordo, come prova di quello che abbiamo subito, come testimonianza delle altezze e delle bassezze dell'uomo (e delle aziende che essi formano e dirigono). E' un addio? E' un arrivederci? Dipende dalle circostanze, dipende dagli attori. Si può riaprire un blog, se ne può fare un altro, si può tacere.

L'ultimo pensiero lo vogliamo rivolgere a tutti coloro che hanno collaborato a questo blog, senza secondi fini, senza "scopo di lucro", anzi “mettendoci la faccia", molto di più di alcuni "anonimi" che con vari pretesti hanno cercato di spargere veleno, senza altro risultato di provocare amarezza.

La nostra vicenda, le nostre situazioni sono sotto gli occhi di tutti.

Tanti volti scorrono insieme agli album fotografici, ai filmati, ai nostri ricordi.

Grazie!

Un abbraccio...

27 ottobre 2009

Magra Consolazione




In questi giorni non posso fare a meno di tornare col pensiero al 7 Aprile prima e al 20 Giugno 2008 scorsi quando eravamo sotto gli edifici della Regione Lazio a cercare fortuna per le nostre vicende presso chi (scopriremmo in seguito) invece ci aveva gia' venduti...
Oggi forse e' come sparare sulla Croce Rossa, ma il video dell'incontro in cui Marrazzo dice stizzito di "metterci la faccia" , rispondendo a chi subodorava gia' la 'fuffa' del politichese, beh, scusate ma brucia ancora...

05 ottobre 2009

Il Purga-torio

Un anno é dovuto trascorrere prima di poter espiare i nostri peccati, senza sconti, senza messe di suffragio in nostro favore, senza nessuno che recitasse una preghiera per noi.
Un'anno é passato, ma finalmente l'azienda ha deciso, nella sua infinita magnanimità, di considerarci dei dipendenti quasi simili agli altri, concedendoci di poter toccare il paradiso terrestre e di compilare il DIALOG.
Per chi non lo conoscesse, il DIALOG é uno strumento conoscitivo, in pratica un questionario, adoperato all' interno delle corporate ufficialmente allo scopo di capire come si posiziona l'azienda, valutarne i progressi ed identificare aree di miglioramento.
Ricorderete come, lo scorso anno, ai superstiti dei 300 fu inflitta una dura condanna, paragonabile solo a quella dei superbi: scontare il peso della propria alterigia con la preclusione dal DIALOG, proprio come ai superbi, nella prima cornice del purgatorio, chini sotto il peso di enormi massi, era preclusa la vista dell'Eden.
Ma oggi, finalmente, é arrivata la redenzione e dopo aver scontato i nostri peccati durante quest'anno di purgatorio, dopo aver fatto ammenda dei nostri errori ed esserci purificati a furia di migliaia e migliaia di chilometri percorsi su e giù per l'Italia, oggi abbiamo di nuovo la possibilità di accedere a questa salvifica iniziativa, riunendoci alle decine di migliaia di colleghi sparsi sul globo terracqueo.
Ma... mi raccomando, rammentate ciò che ci veniva sempre ripetuto: "Questo strumento, anche se non ufficialmente, potrebbe essere adoperato come benchmark, come mezzo per decidere di chi fare a meno, quindi attenti a come rispondete!".
Si, state attenti, altrimenti vi potrebbero chiudere di nuovo e stavolta sarebbe l'Inferno!!

video

03 settembre 2009

Riflessioni su una lotta vinta



Spesse volte abbiamo discusso e ci siamo scontrati sulla "bontà" del sindacato, sulla pochezza dell'accordo raggiunto, di quanto ha fatto il sidacato per noi... abbiamo "scherzato" sui benefici privati che i sindacalisti avrebbero ottenuto sulle spalle degli altri lavoratori... ma secondo me dovremmo invece ragionare da un altro punto di vista. Quanto abbiamo fatto noi per il sindacato? Chi è il sindacato se non noi stessi?

Bene, alla INNSE hanno vinto! Perché?

Ci siamo noi mica chiusi in un carro ponte per una settimana? O piuttosto abbiamo scioperato sempre con un occhio al Sipert?
Ci siamo sentiti uniti a portare avanti le nostre idee? O piuttosto abbiamo cercato di curare il nostro orticello?
Ci siamo opposti catecogoricamente al trasferimento? O piuttosto abbiamo solo lottato per aumentare il numero di mensilità dell'incentivo?

Certo, chi può dire come sarebbe andata se ci fossimo comportati diversamente? Nessuno, e tantomeno io.
Ma scusatemi, se un pizzico di rammarico mi rimane.

31 agosto 2009

14 luglio 2009

10 giugno 2009

Panni sporchi...



I panni sporchi si lavano...
...fuori casa!



Intranet aziendale....


Ericsson e 3 Italia rinnovano l'accordo esclusivo per lo sviluppo di una rete a banda larga mobile

L'accordo esclusivo con 3 Italia prolunga l'attuale accordo per i Managed Services e si estende all'ammodernamento dell'attuale rete WCDMA/HSPA con le tecnologie e le architetture Ericsson , inclusi il trasporto ottico e radio, il data charging, i sistemi e le piattaforme multimediali, per una durata di 7 anni.

I processi di modernizzazione e di aggiornamento della rete verranno così coniugati con l'ottimizzazione dei processi operativi e dei managed services per fornire a 3 Italia una rete a banda larga mobile all'avanguardia a livello mondiale e alti livelli di efficienza. Alla fine del processo di trasformazione, la rete a banda larga mobile di 3 Italia sarà una rete interamente a tecnologia Ericsson e gestita da Ericsson per conto di 3 Italia.

L'accordo estende il contratto esclusivo per i Managed Services firmato nel 2005 per la gestione completa della rete multi-vendor 3G e dell'infrastruttura IS&IT di 3 Italia. A fronte di maggiori livelli di efficienza, il valore del contratto - della durata di cinque anni, - sarà ridotto rispetto a quello precedente grazie a maggiori economie di scale e sinergie di competenze, al subentro in alcuni contratti di terze parti e dall'introduzione di un nuovo modello di service delivery.

"Siamo soddisfatti del successo della nostra collaborazione con Ericsson. Questo accordo è stato e resta un punto di riferimento in materia di innovazione e sviluppo della rete per il mercato italiano. Grazie a questo accordo facciamo un nuovo passo in avanti nel soddisfare la domanda di connettività a banda larga mobile e servizi da parte dei consumatori italiani e delle imprese, e rendiamo la nostra rete ancora più efficiente nel gestire il traffico dati, garantendo elevati livelli di qualità ai nostri clienti ", ha dichiarato Vincenzo Novari, Amministratore Delegato 3 Italia.

"Questo accordo dà continuità alla nostra collaborazione con 3 Italia e conferma l'elevata qualità e l'affidabilità delle nostre tecnologie e dei nostri servizi, creando nuove opportunità per il mercato in un momento in cui dinamismo e innovazione sono fondamentali" - ha dichiarato Cesare Avenia, Head of Market Unit South East Europe, Ericsson. "Siamo lieti di mettere la nostra tecnologia, i nostri servizi e le nostre conoscenze a disposizione di 3 Italia per la trasformazione della sua rete a banda larga mobile."

L'accordo esteso di partnership segue una collaborazione tra Ericsson e 3 Italia, iniziata nel 2001, con la scelta di Ericsson quale partner principale per la rete 3G e proseguita nel 2005, con un accordo di di partnership in esclusiva per la gestione della rete multi-vendor di 3 Italia e dell'infrastruttura IS/IT. Con il nuovo accordo, che risponde alle esigenze della nuova strategia di 3 Italia, Ericsson rafforza il proprio ruolo di azienda leader e innovativa.

Stampa nazionale...

A Ericsson l'intera rete di «3»
Il Sole 24 Ore del 06/06/2009 p. 23

Gli svedesi fornitori unici in cambio di uno sconto sul contratto di gestione ADDETTI E TECNOLOGIE L'intesa estende quella firmata nel 2005 e include i sistemi di trasporto ottico Verso tagli di personale alla struttura di Ensi

ROMA
Un unico fornitore di tecnologia che permetta di avere una rete meno complessa e di ottenere un robusto taglio dei costi, essenziale nel complicato momento dell'azienda. "3", l'operatore di telefonia del gruppo cinese Hutchison Whampoa, ha firmato un nuovo accordo industriale con il gruppo Ericsson.
Nell'arco di un paio di anni Ericsson subentrerà in alcuni contratti di terze parti (Nokia Siemens, Alcatel Lucent, Acision) diventando l'unico partner del quarto operatore italiano: in cambio i costi del precedente accordo stipulato con "3" nel 2005 per la gestione in outsourcing della rete (1,4 miliardi di euro) saranno ridotti.
Anche per gli svedesi, alle prese con la contrazione mondiale del mercato delle telecomunicazioni, l'affare in prospettiva porterà possibili risparmi. I cambiamenti potranno riguardare Ensi, la società creata quattro anni fa proprio per gestire l'infrastruttura di "3". Spiega Cesare Avenia, a.d. Ericsson per l'Italia: «C'era un'ipotesi di riduzione di 200*(vedi nota) persone, su 650 totali in organico, che è stata poi congelata. Ora potremmo riparlarne con i sindacati, perché ci troveremo a lavorare su una rete più omogenea e quindi più semplice». Non è da escludere, spiega Avenia, che una parte del lavoro venga effettuato da remoto nel centro che Ericsson ha creato in Romania per tutte le sue attività mondiali.
Ma il numero uno di Ericsson in Italia punta i riflettori soprattutto sull'impasse globale in cui stanno scivolando le telecomunicazioni: «Il valore della telefonia tende a ridursi a pura commodity e agli operatori non resta che focalizzarsi sempre di più sui servizi». Quello che, appunto, sembra intenzionato a fare Vincenzo Novari, amministratore delegato di "3", dopo aver archiviato i sogni di creare una "media company" e dopo aver visto finora sfumare la possibile cessione dell'azienda a un prezzo che fosse ritenuto conveniente dal magnate di Hutchison Whampoa, Li Ka Shing.
Quanto a Ericsson, la possibilità di confezionare una rete mobile di terza generazione tutta fatta in casa rappresenta una novità per il mercato italiano. «L'intesa - spiega Avenia - ci affida per la durata di sette anni anche il trasporto ottico, per il quale useremo i sistemi della Marconi (rilevata da Ericsson quattro anni fa, ndr), il data charging, i sistemi e le piattaforme multimediali». «Non è stato facile vincere la concorrenza dei cinesi di Huawei» confida l'amministratore delegato, raccontando, quasi a mo' di esempio per il sistema Italia, l'appoggio avuto dal sistema finanziario di Stoccolma per attuare un "vendor financing". In pratica, Ericsson, appoggiandosi sulle banche svedesi, aprirà una linea di credito a tasso agevolato di cui "3" potrà avvalersi per l'esecuzione del contratto. «La Svezia - conclude Avenia - sostiene i suoi campioni nazionali: è una lezione da imparare».


Che significa "più semplice", che serve meno personale per gestirla? Se il valore del contratto è minore e le attività maggiori si cercherà di portare il lavoro nei paesi "low-cost"? La remotizzazione delle attività verso la Romania è in quella direzione? "Potremmo riparlarne" (degli esuberi) per aumentarli? E' questa la lezione da imparare?

*Nota
Nella richiesta di mobilità gli esuberi indicati per ENSI sono 95 e non 200.

24 maggio 2009

Effetti Collaterali


Effetti collaterali

Gli avvenimenti di questi giorni devono far riflettere tutti su alcuni concetti importanti per il nostro futuro e quello dell'intera società. In un libro di fantascienza (La fuga di Logan) era stata ipotizzata una società perfetta, dinamica, attiva, giovane che però aveva un "piccolo" neo, un pedaggio. Tutti i membri della società che compivano 30 anni venivano inviati in un impianto che, più o meno non ricordo bene, li "riciclava" mettendo fine alla loro vita.
Oggi siamo nella società dell'apparire, della velocità, della perfezione, della dinamicità e altre amenità fatte per alimentare il mercato, aumentare le energie che le persone devono spendere (sempre meno retribuite) sul posto di lavoro, in palestra, sulla strada e un po' meno per la famiglia, gli amici, per gli altri. Questo gioco al massacro si sta spingendo all'estremo, anche con il nostro avvallo. Oggi assistiamo a dichiarazioni del tipo che a 35 anni si è già vecchi per l'azienda, oltre i 40 anni si è anziani... ma dobbiamo lavorare fino a 65 anni e l'aspettativa di vita aumenta.
Cosa stiamo costruendo? Siamo ingranaggi di una macchina che ci digerisce. Quando siamo giovani ci sentiamo pieni di energie, veniamo incensati per le nostre qualità, lodati per la nostra gioventù che ha un solo limite... passa. E ti ritrovi a "oltre 40 anni" dopo aver speso molte energie per costruire un lavoro, una famiglia, dei figli, con qualcuno davanti che ti dice che sei troppo vecchio, che costi troppo, che sei poco gestibile (nel senso che ragioni quando ti dico qualcosa e, a volte, fai obiezioni, hai acquisito la coscienza che hai anche qualche diritto), segno inequivocabile anche della propria inadeguatezza al ruolo da svolgere (dirigere significa anche guidare!!). Dimenticavo che però questo non vale per gli alti dirigenti, gli amministratori delegati e i capi del personale che più maturano e più sono... (in un colloquio questo mi sono sentito rispondere ad un capo del personale che mi diceva che però ero troppo vecchio (avevo 44 anni) mentre lui ne aveva 62!! Però... faceva parte della casta.

Ericsson è campione in questo atteggiamento. E gli ultimi fatti ne sono la prova. Questa politica è strategica per l'azienda che la usa a tappeto, come le bombe di un B52 che però producono i cosiddetti "effetti collaterali", una disgregazione della società, un clima di tensione, una insicurezza diffusa che, secondo me, sono molto più dannosi dei benefici derivati dalla strategia usata. E' come voler seminare dopo aver gettato il diserbante per togliere le erbacce, ci vorranno anni per avere dei frutti oppure la pianta muore. Altri effetti possono essere l'amplificare situazioni di crisi che possono portare al dramma di questi giorni. Qualcuno ha avuto il coraggio di parlare di strumentalizzazione ma io dico che strumentalizza chi utilizza a proprio favore una situazione della quale, tutto sommato, non interessa gran che mentre a me sembra proprio la situazione contraria.

A noi lavoratori dico che è ora di superare le divisioni di età e di società (fittizie, create da Ericsson per avere un controllo migliore sulle persone) e a essere uniti: se ne colpisci uno li colpisci tutti, sarebbe il panico. Informiamoci di quello che succede vicino a noi. Non seguiamoli più nell'uso di strumenti che vengono poi usati in maniera distorta, vedi le dichiarazioni di Avenia che dice che il clima è sereno perchè le crocette sono al posto giusto!!

Al sindacato dico di non lasciare cadere la cosa nel dimenticatoio ma, per esempio, se fossero vere le pressioni fatte verso i lavoratori con un maggior numero di anni di anzianità (proprio quelli più tutelati dalla legge sulla mobilità per la quale sono importanti età, anzianità aziendale e carichi familiari), denunciarlo con forza. In questo caso sarebbe stato violato l'accordo siglato che prevede la volontarietà del lavoratore ad aderirvi.

Mi sembra che di cose da fare ce ne siano anche troppe...

22 maggio 2009

Dolore per Claudio



Persone


E' difficile dire qualcosa in questi momenti sospesi tra la facile retorica e il "pressappochismo". Di certo c'è questo: un dramma, uno squarcio forte, una frustata.
Il primo pensiero va alla famiglia che subisce questo ulteriore dramma e alla quale siamo vicini (anche se alcuni lontani centinaia di chilometri). Altri pensieri affollano la mente, il cuore, lo stomaco, ognuno ha i propri e spesso sono comuni, per situazioni che proprio in comune vengono vissute. Le responsabilità le cercherà e le troverà chi vuole o è deputato a farlo.
Non conoscevo personalmente Claudio ma la sua vicenda porta alla luce, in maniera drammatica, una sola realtà, siamo tutti Persone, non numeri, costi, risorse o esuberi! Uomini e donne con la propria vita sulla quale il lavoro esercita la sua forza che a volte può essere distruttiva. Ricordiamolo tutti quando siamo insieme, in fila a mensa, quando entriamo ai tornelli, quando lavoriamo, quando viene affidata la gestione di un reparto. Vicino a noi, di fronte a noi, non ci sono quadri, settimi o quinti livelli, chi fa un lavoro o un altro. Ci sono delle Persone!
Claudio era una Persona. Non dimentichiamolo, per lui, per noi.

14 maggio 2009

Siamo tutti rompicoglioni

Il protocollo di intesa che la Ericsson ha firmato insieme a Scajola, Burlando, il sindaco Marta Vincenzi ecc., chissà perchè, non è ancora reperibile direttamente in rete, ma lo è comunque, sia pur indirettamente, nel seguente:

"ESTRATTO DALLE DELIBERAZIONI ADOTTATE DALLA GIUNTA COMUNALE NELLA SUA ADUNANZA DEL 17/04/2009"

00121/2009
Approvazione bozza di protocollo d’intesa tra Ministero dell’ Istruzione dell’Università e della Ricerca, Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Liguria, Provincia di Genova, Comune di Genova ed Ericsson Telecomunicazioni s.p.a. per la realizzazione di un centro di ricerca e sviluppo di apparati e sistemi di telecomunicazioni.
(Omissis)
Vista la bozza di Protocollo d'Intesa tra Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Liguria, Provincia di Genova, Comune di Genova ed Ericsson Telecomunicazioni S.p.A., per la realizzazione di un Centro di Ricerca e Sviluppo di apparati e sistemi di telecomunicazioni nel territorio del Comune di Genova in località Erzelli, allegata alla presente quale parte integrante e sostanziale;
Atteso che:
- Con tale Protocollo d'Intesa le parti si impegnano a contribuire alla realizzazione del citato Centro di Ricerca e Sviluppo che ha come finalità la definizione, la progettazione, lo sviluppo e la sperimentazione di apparati, sistemi e sottosistemi di telecomunicazioni per il mercato globale Ericsson, nei segmenti di prodotto delle reti ottiche, dei sistemi di accesso a banda larga e dei sistemi di gestione e controllo di reti tlc;
....
- la Giunta, previa regolare votazione, all'unanimità
D E L I B E R A
1) di approvare, per le motivazioni espresse, la bozza di Protocollo d'Intesa tra Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Liguria, Provincia di Genova, Comune di Genova ed Ericsson Telecomunicazioni s.p.a....."

"Sarà siglato l´accordo per cui Ericsson otterrà un finanziamento pubblico al progetto di fare di Genova la sede internazionale più importante per la ricerca sulla banda larga."
Questo veniva scritto sui giornali.

La Ericsson si è impegnata a creare negli Erzelli il centro di riferimento internazionale della fotonica e della larga banda, e per questo incasserà dallo Stato Italiano, cioè da noi, milioni di Euro in finanziamenti, dopo aver goduto del privilegio di chiudere impunemente il centro R&D di Roma. Ebbene, a meno di un mese dalla firma di quel protocollo, celebrato in pompa magna dal nostro ministro Scajola, che a stento si tratteneva dal fare la ruota, la Ericsson sposta la responsabilità, il centro di comando dello sviluppo dei prodotti broadband in California.
Complimenti, caro il nostro ministro! Ben fatto!

E' ormai chiaro che l' accordo con Ericsson serviva in realtà soltanto ad una cosa: a non far fallire il progetto Erzelli, perchè finora nessuna industria, tranne Esaote, la società di Carlo Castellano, presidente di Genova High Tech proprietaria degli Erzelli, aveva accettato di sportarsi lassù.
Serviva una grande multinazionale che fungesse da apripista, che trainasse gli altri, uno specchietto per le allodole, insomma.

Ci aveva già provato, il nostro caro Scajola, quando benedì la vendita della R&D Siemens dell' Aquila, alla CN System del gruppo Compel.
Guardate
questo video del TG regionale, guardate come veniva trattato chi protestava contro quella decisione, e come Scajola prendeva le difese della multinazionale e dell' acquirente, che definiva come “un compratore serio”.!
"Hanno un piano industriale!", tuonava, e continuava asserendo che il governo si era impegnato affinche ciò avvenisse. E a nulla valevano le rimostranze di chi chiedeva perchè la Siemens volesse chiudere a l'Aquila per poi riaprire a Genova.
Perchè a Genova la Siemens riaprì, con il MES, il suo centro di R&D, promettendo di andare sugli Erzelli, cosa che poi, perlomeno finora, non ha mai fatto.

Passa un anno e mezzo ed ecco che, dopo mille pressioni politiche e cento promesse economiche, la Ericsson accetta la proposta, con la felicità di Castellano, di Scajola, di Burlando e del sindaco Vincenzi. Un bell' esempio di politica bipartisan. D'altra parte, chi rinuncerebbe a salire su un carro che potrebbe portare verso una montagna di voti e di soldi?

E quale, dei nostri pavidi capitani, i nostri manager italiani, rinuncerebbe a leccare le briciole che rimangono? Quale di essi metterebbe a repentaglio la propria carriera, alzando la sua voce contro decisioni palesemente pro-multinazionali e anti-italiane? Quale di essi verrebbe ad sostenere la nostra protesta di fronte ad una giornalista vera come la Gabanelli? Non l' hanno fatto a Roma e non lo faranno a Genova. E' molto più conveniente, per loro, continuare a leccare briciole, piuttosto che dare un senso alla loro vita.
Certo, sarebbe bello che esistessero ancora dei capitani coraggiosi, gente che sale sul tavolo e urla che quello che fanno gli Schiena Rossa noi lo facciamo già adesso, e meglio.
Anzi, sapete cosa vi dico? Continuo a credere che ne esistano, ma non ai livelli attualmente al potere. Più in basso sì, che ce ne sono.

A proposito, volete sapere come è andata a finire la storia della CN System/Compel dell' Aquila?

E' finita a Genova!!